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In questi ultimi giorni si è riaperto il dibattito relativo a tutto ciò che riguarda il sesso a pagamento, come comportarsi nelle strate frequentate dalle lucciole e sul riaprire le case chiuse oppure no.

Per esempio, a Roma, il Sindaco Marino assieme al Municipio dell’Eur stanno studiando un piano di tolleranza della prostituzione delimitato soltanto in determinate strade con un’aumento dei controlli fuori da questa eventuale zona con multe salatissime per i trasgressori.

Calcolate che soltanto nel nostro paese le donne che sono impegnate nella prostituzione sono quasi 60.000, di queste il buon 70% lavora per strada.

Il progetto che si stà studiando a Roma verrà chiamato “Zoning” e il suo scopo principale è quello di delineare una zona protetta e controllata principalmente nei confronti delle donne stesse ed anche per cercare di debellare il fenomeno dello sfruttamento.

Tutto questo ha riacceso il dibattito ed è stato presentato al Senato anche un disegno di legge che propone di riaprire le case chiuse.

Ma in questo caso cosa cambierà in quelle zone dove le strade a luci rosse sono già presenti?

Per fare un’esempio, a Mestre è già presente una zona simile, vicino alla stazione dei treni, gestita dal comune assieme alle forze dell’ordine affiancati dal servizio sanitario che informa le donne e gestisce il lato prettamente medico.

Passando all’Europa, in Germania e più precisamente ad Amburgo è presente vicino al porto la così detta “zoning”, controllata strettamente dalla polizia che è riuscita ad abbassare drasticamente il fenomeno delle aggressioni da parte degli sfruttatori ed in certi casi anche da parte dei clienti.

Anche a Vienna, in Austria esistono piccole zone sorvegliate dove è permesso tale fenomeno e dove le prostitute sono obbligate ad effettuare controlli sanitari periodici per poter continuare a lavorare.

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