Dove sta andando la Lega Nord? Perché al suo interno cresce la componente fascista, mentre l’involuzione xenofoba e razzista diventa sempre più visibile?
Per scoprirlo, nel nostro viaggio all’interno delle anime del movimento leghista, ci faremo accompagnare da una guida speciale: l’europarlamentare Mario Borghezio, protagonista, fin dall’inizio, dell’avventura che ha portato, lo scorso 17 novembre, all’approvazione in via definitiva al Senato della riforma costituzionale che sancisce la devolution, in altri termini la riorganizzazione dello Stato italiano su base federale.
CAST
DATI TECNICI
Formato video 4/3 1.85:1 Lingue / Formato audio Italiano / Dolby Digital 2.0 Stereo
RECENSIONI
Mario Pirani, La Repubblica: “Questo documentario narra cose, riporta discorsi, registra interviste che se la Rai non fosse assoggettata a un castrante regime “politicamente corretto”, aduso ad edulcorare la realtà, sarebbero state portate da tempo alla conoscenza de visu dei cittadini”
Furio Colombo, L’unità: “Il film di Lazzaro è importante perché è una testimonianza tremenda a carico dell’intero sistema italiano delle informazioni negli anni di Berlusconi. Niente di ciò che si vede in questo film si è visto in televisione. Testimonia del vasto ed esteso cedimento morale e professionale che ha indotto il giornalismo al silenzio su una serie di fatti estremi, estranei sia alla cultura italiana che a quella europea”. Alessandro Trocino, il Corriere della Sera: “Una storia che ha quasi dell’incredibile, nella quale le metafore belliche e le spacconate verbali degli anni del secessionismo sembra siano state sul punto di superare i confini della legalità”.
Luciana Castellina, Il Manifesto: “Consiglio a tutti di comprare questo film, regalarlo e possibilmente proiettarlo ovunque si può. Perché meglio di qualsiasi altro discorso spiega perché il 25 giugno dobbiamo andare a dire no alla proposta di modifica costituzionale di Berlusconi, che fra le tante altee cose propone la devolution ai signori della Padania di un pezzo dello stato italiano”.
Paolo Mereghetti, il Corriere della Sera: “Il film raccoglie alcune testimonianze che mettono bene in chiaro la componente forcaiola quando non dichiaratamente eversiva del movimento”.
Toni Jop, L’Unità: “Un film da non perdere….se la memoria è labile, il cinema, in questo caso, opera come un puntuale quaderno di appunti di viaggio e anche come eccitatore di anticorpi”
Paolo Brusorio, Il Giornale: “Ho voluto filmare la faccia di chi ci sta vendendo la devolution”, dice Claudio Lazzaro, il regista di Camicie Verdi, e c’è un fondo di verità nelle sue parole: settantotto minuti di docufilm sulla Lega, dove quella di lotta toglie spazio a quella di governo, che in giacca blu ministeriale rimane nell’angolo”.
Luca Mosso, La Repubblica: “Claudio Lazzaro mostra la faccia impresentabile della Lega…che contribuisce ad alimentare quell’industria della paura che sostiene ogni politica di destra…ed è proprio su questo punto che Lazzaro piazza il suo colpo giornalisticamente più significativo, con un’intervista all’ex senatore Corinto Marchini, fondatore dieci anni fa delle Camicie Verdi, il quale rivela che Bossi nel 1996 gli avrebbe chiesto di sparare ai carabinieri e di bruciare in pubblico il tricolore”!
Federico Raponi, Liberazione: “Mentre per Carlo Lizzani questo film è una prova d’autonomia d’opinione, d’esempio per altri e da incoraggiare….per Roberto Faenza ha il merito di trattare qualcosa di cui in genere non si parla, quando invece da Gladio in poi uno spirito sovversivo nel paese continua a esistere. Inoltre fa capire cosa è la Lega, cioè le ragioni del suo successo, con un atteggiamento giornalistico, diverso dai documentari “contro” qualcuno, e perciò importante per analizzarneb radici e origini”.
Irene Bignardi, Il Venerdì: “Da così vicino non li avete mai visti….Claudio Lazzaro, con il distacco del vero giornalista, cuce tg, documenti, filmati sugli uomini della Padania, la loro filosofia, la loro politica".
Franco Montini, La Repubblica: “L’aspetto più paradossale di Camicie Verdi conssite nel fatto che, mentre le tv hanno rifiutato d’intervenire nel progetto, realizzato grazie all’aiuto della Mikado di Roberto Cicutto e della Palomar di Carlo Degli Esposti, Claudio Lazzaro ha ottenuto da Borghezio la disponibilità più completa a essere seguito e filmato”
Roberta Bottari, Il Messaggero: “Il film-documentario di Claudio Lazzaro ripercorre i misteri e i segreti della Lega Nord, dal celodurismo alla devolution…è un film che vuole fare informazione, dare cittadinanza alle notizie scartate dagli organi informativi del servizio pubblico”.
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